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Le costellazioni al binocolo: Trecento oggetti celesti da by Bojan Kambic

By Bojan Kambic

Questo libro è un travel guidato attraverso le costellazioni visibili dalle medie latitudini settentrionali. È un’opera ideale according to chi si accosta consistent with los angeles prima volta all’osservazione del cielo, ma anche l’astrofilo esperto l. a. trover� ricca e utile, in line with come è strutturata. Nella prima parte, il libro è un succinto trattatello di astronomia, di meccanica celeste, d’evoluzione stellare e di cosmologia. Nella seconda parte, vengono proposte mappe in line with riconoscere tutte le costellazioni visibili dai nostri cieli, e schede con informazioni particolareggiate relative alle stelle visibili a occhio nudo, oltre che advert alcune centinaia di oggetti (stelle doppie e variabili, ammassi stellari, nebulose, galassie) alla portata di un semplice binocolo 10×50.

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Le stelle sono così lontane che non possono rivelare le loro dimensioni e non compaiono mai come dischi, indipendentemente da quanto grande sia l’obbiettivo, o da quanto elevati siano gli ingrandimenti. In realtà, l’immagine che raccogliamo all’oculare è la figura di diffrazione della luce stellare, prodotta dentro lo strumento ottico con il quale osserviamo a causa della natura ondulatoria della luce. La figura di diffrazione è costituita da una regione brillante e circolare al centro, circondata da anelli concentrici alternativamente bui e luminosi.

La risposta alla luce dei tre tipi di coni. Da notare che le tre aree spettrali si sovrappongono parzialmente. I coni del rosso rispondono anche al verde e persino al blu, benché in queste parti siano molto meno sensibili. Il cervello interpreta le varie combinazioni di risposte come differenti colori. Il grafico ci fa capire che l’occhio è diversamente sensibile ai vari colori. Per esempio, a parità di flusso, la luce gialla produce nell’occhio una reazione più forte che la luce rossa o blu. Quando confrontiamo colori differenti, l’occhio in un certo senso ci inganna, poiché non ha la medesima sensibilità a tutti i colori.

Il cervello interpreta le varie combinazioni di risposte come differenti colori. Il grafico ci fa capire che l’occhio è diversamente sensibile ai vari colori. Per esempio, a parità di flusso, la luce gialla produce nell’occhio una reazione più forte che la luce rossa o blu. Quando confrontiamo colori differenti, l’occhio in un certo senso ci inganna, poiché non ha la medesima sensibilità a tutti i colori. Per definire il colore di una stella (e con esso anche la temperatura fotosferica, come vedremo più avanti), gli astronomi utilizzano strumenti che non presentano questo difetto.

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