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Movimenti collettivi e sistema politico in Italia: 1960-1995 by Donatella Della Porta

By Donatella Della Porta

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Molte attività durante l’occupazione di Palazzo Campana miravano ad «autoeducarsi» alla libera discus­ sione, sottrarsi alla soggezione culturale nei confronti dei docenti, sviluppare un approccio paritario allo studio, fondato sulla discus­ sione come metodo di apprendimento. Significativamente, in un documento torinese su «didattica e repressione» si affermava che gli studenti avevano voluto riaffermare e cominciare a costruire la propria autonomia culturale e politica. Scegliere i contenuti dei controcorsi, imparare a discutere (la scuola e l’Università ci hanno fatto disimparare a discutere), studiare col­ lettivamente e non in modo individuale, vedere l’incidenza politica e so­ ciale di quello che si studia, imparare a parlare e a pensare autonomamen­ te e non su comando, imparare a stabilire dei rapporti egualitari e di parità tra chi è preparato e chi non lo è, non considerare più il sapere come un privilegio e una fonte di prestigio, (in Revelli 1991: 239) Accanto a quello della didattica, gli studenti posero il problema del diritto allo studio.

Come ha spiegato Luigi Manconi (1990, cap. 2), ci fu un passaggio da un modello organizzativo studentesco - caratterizzato da una struttura a fisarmonica, che mutava a seconda dei bisogni, amplian­ dosi nella fase dell’azione e restringendosi in quella della prepara­ zione - a un modello operaio - caratterizzato invece da stabilità e proiezione teleologica con una struttura esclusiva e centralizzata. 3. Il movimento studentesco e lo Stato Se la disponibilità di alleati nella vecchia sinistra e nel movi­ mento operaio certamente rafforzò il movimento degli studenti, es­ sa spinse comunque gli studenti a schierarsi in un campo dove si svolgeva una dura battaglia.

Nata su rivendicazioni interne al mondo accademico, la pro­ testa studentesca elaborò poi una utopia sui temi della conoscenza, ampliando i suoi interessi anche al mondo esterno. Il movimento degli studenti iniziò la sua storia con domande le­ gate alla situazione interna all’università. Sin dall’inizio degli anni Sessanta le organizzazioni rappresentative degli studenti avevano chiesto una maggiore partecipazione negli organi decisionali, una riforma della didattica e un miglioramento dei servizi.

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